Screening mammografico gratuito: età e invito che non arriva
Ottobre è il mese della prevenzione al seno
La LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) organizza visite senologiche gratuite con la campagna Nastro Rosa, e il Ministero della Salute, con «La prevenzione ti dona», invita le donne ad aderire all’invito della propria ASL, l’Azienda sanitaria locale. È il momento giusto per chiarire una domanda frequente: screening mammografico gratuito, a che età spetta? Lo screening è un controllo periodico offerto a tutte le donne di una certa fascia, anche senza sintomi. Molte pensano «aspetto la lettera e sono a posto» o «se non mi hanno chiamata non mi spetta»: due convinzioni che possono far saltare un controllo.
Qui trovi cosa offre il Servizio sanitario nazionale (SSN), dove finisce la copertura pubblica e quando ha senso una polizza salute che la affianchi
Screening mammografico gratuito: a quale età spetta?
Il SSN offre la mammografia gratuita alle donne tra 50 e 69 anni, ogni due anni, su invito della ASL. Secondo AIRC, la gratuità è stata stabilita dai LEA del 2017, i Livelli essenziali di assistenza: l'elenco delle prestazioni che il servizio pubblico deve garantire a tutti. Il programma non si ferma alla radiografia: se emerge qualcosa da chiarire, sono previsti gli approfondimenti diagnostici e la presa in carico, cioè l'accompagnamento nei controlli e nelle cure successive. Si parla di programma «organizzato» perché è la ASL a cercare le donne della fascia giusta, senza che siano loro a doverlo chiedere. Fuori da questa fascia le regole cambiano, e ci sono novità di cui parliamo più sotto.
Cos'è una mammografia e perché aderire?
Secondo l'Istituto superiore di sanità (ISS), la mammografia è una radiografia di entrambe le mammelle: ogni seno viene appoggiato su un piano, leggermente compresso e radiografato in senso orizzontale e verticale. L'esame può individuare alterazioni, compresi noduli molto piccoli non ancora percepibili al tatto. Secondo AIRC, lo screening ogni due anni tra 50 e 69 anni può ridurre di oltre il 30% la mortalità per tumore al seno. AIRC ne indica anche i limiti: i falsi positivi, cioè esami che segnalano un sospetto poi smentito dagli approfondimenti; l'esposizione a radiazioni ionizzanti, quelle usate nelle radiografie; la sovradiagnosi, ovvero la scoperta di tumori che non avrebbero mai dato problemi. Conoscerli aiuta ad affrontare l'esame con serenità.
E se ho meno di 45 o più di 74 anni?
Secondo AIRC, sotto i 45 o sopra i 74 anni la decisione di fare la mammografia va presa dopo un colloquio con il medico, che valuta il rischio personale. Chi è giovane o ha casi in famiglia segue di solito un percorso diverso, con visita senologica (dallo specialista del seno) ed esami su prescrizione; nelle donne giovani il seno può essere più denso e la mammografia meno facile da leggere, quindi possono servire altri esami. Per le fasce intermedie la legge di Bilancio 2026 ha previsto risorse per estendere lo screening alle donne tra 45 e 49 e tra 70 e 74 anni, e alcune Regioni lo avevano già fatto con fondi propri. Non è detto che sia già attivo dove vivi: chiedi alla tua ASL. Alcune sezioni LILT, come Brescia, dedicano le visite di ottobre a chi è fuori dallo screening.
Come funziona l'invito e cosa fare se non arriva?
Lo screening funziona per chiamata attiva: la ASL spedisce una lettera con un appuntamento già fissato. Se rientri nella fascia d'età e la lettera non è mai arrivata, non significa che il controllo non ti spetti: devi contattare il centro screening della tua ASL. Può succedere per un cambio di residenza, un indirizzo non aggiornato o un disguido postale. Non esiste un numero verde nazionale unico, quindi i recapiti vanno cercati sul sito della propria Azienda sanitaria o chiesti al medico di famiglia. L'errore più comune è restare in attesa senza fare nulla: un invito mancato non è un'esclusione, e due anni passano in fretta.
Quando ha senso affiancare una polizza salute?
Una polizza salute privata può servire a chi resta fuori dalle fasce dello screening o, d’accordo con il medico, ha bisogno di controlli con tempi e frequenze diversi. Non sostituisce l’invito della ASL: lo affianca. Prima di sceglierla conviene guardare se la prevenzione è inclusa, il massimale (la cifra massima che la polizza paga), la carenza (il periodo iniziale in cui la copertura non è attiva) e le strutture convenzionate, cioè i centri con cui la compagnia ha un accordo. Le condizioni cambiano da polizza a polizza e sono scritte nel set informativo, i documenti che descrivono la copertura. Se ne hai già una o ci stai pensando, Assimaster può leggerla con te, verificare se visite senologiche ed ecografie sono comprese e a quali condizioni, e capire cosa serve davvero nella tua situazione.



